Ansia da viaggio in Iran, qualche mito da sfatare

Quando ho deciso di aprire questo blog sulla mia amata Persia, l’intenzione primaria era quella di ispirare le persone ad andarci, ma più pubblico articoli che secondo me facilitano l’avventura, più mi accorgo dell’esistenza di una patologia che chiamerei ansia da viaggio in Iran.

Un minimo di preoccupazione ci sta, sia ben inteso, dopotutto l’Iran sta uscendo da anni di isolamento diplomatico ed economico, e anche se a grandi passi si sta imponendo nel panorama del turismo internazionale, non si può ancora inserire tra le destinazioni di viaggio più comuni. Tutto ciò, per dire che capisco la preoccupazione che precede un viaggio in Iran e la frenesia dei preparativi. Ma a tutto c’è un limite, anche alla predisposizione nel farsi prendere dal panico.

ansia da viaggio in iran

Ansia da viaggio in Iran: angoscia visto

Tra i sintomi più comuni dell’ansia da viaggio in Iran, il primato va alla paura di non ottenere il visto all’arrivo e venire deportati. Ora, mentre non nego che possa esistere una remota possibilità, è decisamente raro che un turista italiano si veda negato il visto in aeroporto a Teheran, tanto più che recentemente il governo iraniano ha esteso da 15 a 30 giorni la sua durata.

Oltre a quello in aeroporto, l’angoscia da visto include anche quello ottenuto in ambasciata. Le domande più frequenti: cos’è il codice di riferimento? Serve per forza il visto dell’ambasciata? Si deve per forza andare di persona o si può fare online? In generale, farete il visto in Italia quando viaggiate parte di un tour, e il famoso codice di riferimento (che altro non è se non il vostro visto già approvato in Iran) lo richiederà per voi una guida turistica in Iran, quindi non c’è bisogno di preoccuparsi troppo, farà tutto la guida o comunque vi dirà cosa dovete fare voi. Il visto in ambasciata richiede in genere una settimana.

—>> Consultate il mio post apposito per informazioni su come ottenere il visto iraniano.

Ansia da viaggio in Iran: gli hotel

Anche gli hotel in Iran sono sempre fonte di discreto panico, e anche qui ne capisco la ragione. Le sanzioni finanziare non sono state ancora sbloccate, quindi non possiamo né pagare online dall’Italia né usare la carta di credito o il bancomat in Iran. Qui abbiamo due scelte, contattare gli hotel iraniani prima di partire per chiedere disponibilità e prezzi, che come dappertutto cambiano a seconda delle stagioni (per Nowruz in genere sono più alti), o prenotare online tramite l’unica agenzia iraniana che per il momento accetta pagamenti con Visa e Mastercard in quanto hanno una sede anche all’estero, 1stQuest. (Aggiornamento: Al momento 1stQuest non ha attivo il servizio degli hotel, inserirò il link non appena aggiorneranno il sito). Per ora, il sito con la maggiore offerta di hotel iraniani online è HotelsCombined.
Clicca qui per informazioni su disponibilità e prezzi su HotelsCombined.

I prezzi degli hotel in Iran non sono comunque mai proibitivi, saranno un po’ più alti a Teheran piuttosto che in altre città, ma anche nella capitale si possono trovare hotel a poco prezzo, servizi di base, niente lusso ma con staff che parla inglese e vicini alla metro, come l’Hotel Golestan o l’Hotel Kayyam.

Ansia da viaggio in Iran: lo stile di vita

Mentre i dubbi che riguardano cose pratiche come visto, hotel, itinerari e mezzi di trasporto sono comprensibili, meno razionali sono invece le preoccupazioni che riguardano lo stile di vita.

Ora, io capisco che la macchina propagandistica abbia fatto un lavoro notevole di manipolazione e distorsione dell’immagine dell’Iran, e che tutto ciò sia difficile da contrastare in pochi mesi, ma oggi oltre alle fonti online più diverse anche in lingua inglese, ci sono i racconti dei tanti viaggiatori che hanno visitato l’Iran tornandone entusiasti. Intanto, nell’attesa, sfatiamo qualche mito da ansia da viaggio in Iran arrivato direttamente dai lettori.

  • “In alcuni racconti ho letto che c’era gente che parlava con uomini e donne del posto, in altri casi ho letto che parlare con donne è proibito per la legge della Sharia: come si risolve questo “paradosso”?”

Nessun paradosso, in Iran uomini e donne parlano tranquillamente tra di loro, e i turisti possono chiedere informazioni e iniziare una conversazione con chiunque. Più o meno come in tutti gli altri Paesi.

  • “I miei capelli vanno bene o mi tocca tagliarli? O posso supplire con una bandana?”

Alla polizia iraniana non interessa lo stile del nostro taglio di capelli. E neanche il colore. Le donne indossano il velo, gli uomini non li guarda nessuno. A meno che non abbiano una cresta verde fosforescente, in questo caso non saprei neanche io cosa dire anche se sarei comunque portata a pensare che non interessi a nessuno.

  • “È possibile fare foto a paesaggi e monumenti?”

Fate foto in Iran con tranquillità, anche la gente, a differenza degli italiani, si fa fotografare senza problemi (non tutti, magari qualcuno non apprezza per vari motivi, religiosi, familiari, etc., quindi basta chiedere). Paesaggi e monumenti si possono fotografare tranquillamente, tranne quelli dove c’è l’esplicito divieto, che sono pochissimi, come il museo dei gioielli a Teheran. Non si possono fotografare invece luoghi considerati sensibili come palazzi governativi o la banca centrale.

  • “In Iran si può fumare?”

Sì, pure troppo! Nei caffè di Teheran si respira a malapena per il troppo fumo, e i fumatori sono sia uomini che donne.

  • “Se voglio chiamare i miei genitori in Italia, è possibile utilizzare Skype? Devo fare una scheda iraniana per poterlo fare? Devo scaricare qualche programma particolare?”

Skype non è bloccato, quindi si può usare senza problemi, così come Telegram e Whatsapp. Sono filtrati Facebook e Twitter e per accedervi serve un VPN, software che raggira il filtro governativo. Il roaming internazionale della vostra scheda italiana non so se funziona, ma se pure funzionasse, sarebbe molto caro, quindi consiglio di fare una scheda locale e connettersi a internet con il loro 3G o 4G. Se siete in un posto con il WIFI potete anche collegarvi con la vostra italiana. Di nuovo, come in ogni altro Paese.

  • “Ho letto che le t-shirt a manica corta sono bandite, è vero? Per il jeans, invece, vanno bene quelli un po’ a chiazze schiarite oppure solo il jeans unicolor classico?”

Domanda di un ragazzo. Alle donne è richiesto un certo tipo di abbigliamento, anche se pure qui con le turiste non sono mai troppo esigenti, ma per gli uomini non ci sono particolari esigenze quindi nessuna ragione di preoccuparsi. Magari non indossate pantaloncini corti e canottiere, non ne ho mai visto e penso sarebbero in contrasto col resto del panorama cittadino, ma per le magliette a maniche corte non c’è problema.

  • “In moschea come ci si deve comportare? Si può toccare? Si deve pregare? Inoltre ho letto che davanti alle tombe degli imam e dei martiri c’è una ritualistica più “solenne” ma non ho capito in che senso, me lo sa dire?”

Ma come si “deve” pregare? Se non siamo musulmani come facciamo a pregare in moschea? E cosa c’è da toccare in una moschea? Molto probabilmente le moschee che visiterete sono quelle storiche quindi già piene di turisti, fate le foto che volete e godetevi l’architettura. Nei mausolei funerari degli imam in genere non si possono fare foto e ci sono entrate separate per uomini e donne, per il resto è come una moschea con molta più gente che prega.

  • “Se compro qualcosa in un bazar, quando torno in Italia devo dichiararlo presso l’aeroporto?”

Quanti chili di zafferano volete portare in Italia? E quante tonnellate di tappeti? Come per ogni altro viaggio, se portate souvenir e regali per amici e parenti non c’è niente da dichiarare, se state lanciando un business di import-export allora sì, ma dovete chiedere alle autorità competenti perché non l’ho mai fatto quindi rischierei di mettervi nei guai.

  • “Ho l’iPhone con una playlist di canzoni tipicamente occidentali, musica leggera e rock: mi tocca cancellarle?”

Cari futuri turisti della Repubblica Islamica, la Guarda rivoluzionaria iraniana ha il compito di proteggere il Paese da infiltrazioni terroristiche, cosa volete che gli interessi che musica ascoltate? Circondato da Paesi in attuale stato di guerra e da nazioni che esportano droga e terroristi, secondo voi alla polizia iraniana interessa se ascoltate Britney Spears anziché Céline Dion, o i Green Day anziché i Daft Punk? Rilassatevi, ascoltate la musica che volete e godetevi la vacanza, la polizia intanto pensa e tenerlo sicuro anche per i turisti.

Come al solito, il modo migliore per far fronte all’ansia da viaggio in Iran è partire ben preparati. Ecco i miei consigli:

—>> Cosa vedere in Iran in 10 giorni, una guida completa

—>> 18 cose da sapere prima di andare in Iran

—>> 9 consigli per organizzare un viaggio in Iran ed evitare brutte sorprese

E se proprio non vi sentite sicuri e volete andare con una guida, contattatemi in privato e vi do qualche nome utile!

2 Comments
  1. Reply
    gabriele ballerini 26/05/2016 at 9:24 pm

    Ciao Angela
    grazie per il tuo utilissimo blog.
    So che hai già chiarito questo dubbio, ma vorrei porti nuovamente la domanda, perché avrei trovato un volo a poco per questa settimana per Theran e vorrei essere sicuro che io e la mia compagna si riesca ad ottenere il visto in aeroporto onde evitare di sprecare denaro e soprattutto la nostra settimana di ferie.
    Ritieni quindi che possiamo prenotare il biglietto senza problemi?
    grazie mille
    Gabriele

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